Il talento di Mr Chiunque

Non è interessante la parabola dei talenti? A prescindere dalla fede, intendo, dal considerare il talento come un dono divino e dal credere in una ricompensa o punizione elargiti in una dimensione diversa da quella reale. Anzi, direi che si fa interessante proprio in un’ottica laica, che consideri il qui e ora le uniche coordinate di cui ci si debba (pre)occupare. Basta sostituire la parola Dio con universo, Cosmo, chessò, con la Forza o il Fato, fate voi.

Eccola qua:

Matteo 25,14-30

Lu 19:12-27; Ro 14:7-8
14Poiché avverrà come a un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni. 15A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. 16Subito, colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque. 17Allo stesso modo, quello dei due talenti ne guadagnò altri due. 18Ma colui che ne aveva ricevuto uno, andò a fare una buca in terra e vi nascose il denaro del suo padrone. 19Dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò a fare i conti con loro. 20Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: “Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. 21Il suo padrone gli disse: “Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore”. 22Poi, si presentò anche quello dei due talenti e disse: “Signore, tu mi affidasti due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. 23Il suo padrone gli disse: “Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore”. 24Poi si avvicinò anche quello che aveva ricevuto un talento solo, e disse: “Signore, io sapevo che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; eccoti il tuo”. 26Il suo padrone gli rispose: “Servo malvagio e fannullone, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l’interesse. 28Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. 29Poichè a chiunque ha, sarà dato ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. 30E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Là sarà il pianto e lo stridor dei denti”.

Molte le considerazioni da fare, ma una svetta su tutte:

LA PAURA DI FALLIRE NON VIENE PERDONATA.

Persino Dio la condanna, no matter what. Niente scuse, niente vittimismo, niente indulgenza verso colui che maiopartivosvantaggiato o maioavevopaura (a proposito, il talento era una cifra considerevole, mica poche monetine. Sapevatelo!): DIO PRETENDE L’INVESTIMENTO, CAUTO QUANTO VUOI, FINANCO QUELLO IN BANCA (SEBBENE LO CONSIDERI, PURE LUI!, L’EXTREMA RATIO), MA CHE FRUTTI UN PO’ DI INTERESSE.

Sembra crudele, ma ha ragione lui.

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4 Risposte to “Il talento di Mr Chiunque”

  1. PinoPino Says:

    ritengo altresì interessante il versetto 29 “…ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha.”; non importa quato puoi essere povero – di spirito, di iniziativa, in proprietà – perchè anche quello ti verrà tolto, ma perchè infierire? Dio sadico ed impietoso!
    NB: e stiamo parlando del Nuovo Testamento, superati, in teoria, i tempi de “occhio x occhio”

    • ildiariodistefi Says:

      @PinoPino: benvenuto, dove ti ho già visto? In effetti suona sadico, però penso che nelle intenzioni vorrebbe essere una ruvida esortazione a far fruttare i doni e a non farsi trattenere da paura o pigrizia, sentimenti empi, a quanto pare. E’ impietoso, ‘sto padrone, siamo d’accordo, uno che rivendica diritti sui talenti che ti ha concesso, per i quali tu hai una precisa responsabilità: non sei libero di custodirli e basta, di tenerli tali e quali perchè in realtà non sono proprio tuoi. Lui parte, ti lascia libero di decidere il come e quando, ma poi viene a batter cassa, ché di roba sua si tratta.
      Stefi l’Esegeta

  2. matteo r Says:

    Secondo me nel vangelo vero, cioè quello apocrifo, Matteo spiega agli apostoli che la storiella ha questa morale semplice semplice: i talenti vanno usati. Dai maiuscoli ai minuscoli. Eventualmente anche per comprare pane e salame.

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